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Le proteste inascoltate dei cumianesi sulla riduzione dell'ufficio postale

09/02/2015 20:32

Le Poste non sono più quelle che gli Italiani hanno imparato a conoscere fino a qualche anno fa: il nome “Poste italiane” ormai  offrono servizi bancari, telefonici e si interessano perfino di trasporto aereo. Purtroppo però tagliano personale nel settore postale ritenuto un ramo economicamente poco vantaggioso anche se socialmente indispensabile. Come risultato non passa settimana senza che i giornali riportino notizie di disservizi postali a danno di singoli cittadini, o di intere Comunità.

Sembra ormai certo che la posta verrà distribuita a giorni alterni in 45 Comuni del territorio ed  in 11 del cuneese. Tra essi figura anche Cumiana, che vive questi disservizi da più di cinque anni, a causa della riduzione del numero di postini, ora insufficiente per assicurare un servizio adeguato per un territorio fatto di oltre 50 borgate sparse su  60 km2.

L’esperienza ci ha insegnato che non si deve subire con rassegnazione le decisioni delle Poste, se sottovalutano i danni ed i disagi subiti dai cittadini.  È possibile opporsi a  questo degrado che colpisce prevalentemente le classi più deboli ed i territori più disagiati come quello montano. Oltre ad azioni legali (sicuramente più costose) le Amministrazioni, o semplici cittadini possono chiedere gratuitamente l’intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), perché ha il potere di  sanzionare il comportamento delle Poste se riconosciuto lesivo degli interessi dei singoli e delle Comunità.

La protesta avviata da un gruppo di Cumianesi (che denunciarono i disservizi all’AGCOM), aveva ottenuto nel 2014 un momentaneo miglioramento della distribuzione della posta. Purtroppo l’attuale Amministrazione non ha attuato un controllo adeguato, né ha interessato l’AGCOM, nonostante tale Agenzia avesse assicurato che sarebbe nuovamente intervenuta se  la situazione  fosse peggiorata di nuovo. I risultati negativi non si sono fatti attendere ed ora ci troviamo anche di fronte al rischio della distribuzione della posta a giorni alterni.

Riteniamo assurdo che Amministrazioni troppo lente nel comprendere la gravità della situazione, ottengano risultati inferiori a quelli di un gruppo di persone determinate a difendere i diritti di una Comunità, che subisce  danni finanziari e sociali  per l’impossibilità di provvedere a quanto chiesto da documenti economici ed amministrativi non recapitati in tempi utili. Purtroppo questa è la realtà!

Abbiamo notizia che anche in altri Comuni (ad esempio Piscina) stanno nascendo gruppi di cittadini che intendono affrontare autonomamente il problema dei disservizi postali: avranno tutto il nostro appoggio.

Ci auguriamo che il sindaco di Cumiana si attivi prima che le Poste mettano in pratica la distribuzione della posta a giorni alterni, poiché è socialmente inaccettabile, anche se economicamente vantaggiosa. Lo invitiamo, altresì, a sviluppare azioni congiunte con gli altri Comuni del pinerolese (ad esempio Piscina; Scalenghe; Vigone; Frossasco; Macello; None) che stanno cominciando ora a vivere questa forma di disagio sociale.

                                                                       

  Raffaele Bruno 

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