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Ci pensa Pogba: tre “colpi” abbattono le aquile laziali

23/11/2014 12:32

Aveva voglia di scherzare il giovane Pogba, a fine ottobre, quando la FIFA ha deciso di assegnargli il riconoscimento come “miglior giovane” del Mondiale estivo brasiliano: qualcuno ha voluto fargli notare che lo stesso premio è stato conferito a talenti del calibro di Pelè, Franz Beckenbauer e Michael Owen. Il talentino francese, senza scomporsi, ha detto testualmente: «Non mi sento di far parte di questo gruppo di campioni, perché voglio diventare più forte di loro». L’esuberanza del nazionale transalpino ben si addice alla giovane età del ragazzo. Ma dietro alla facciata ironica delle sue parole, si nasconde un desiderio concreto e risoluto: Paul vuole diventare il più forte di tutti, senza possibilità di paragoni.

Non sappiamo se ci riuscirà, ma ci auguriamo che possa continuare a crescere in maniera esponenziale. E che dicesse sul serio, il ragazzino, ce lo ha dimostrato ieri sera. Una doppietta firmata dal 21enne francese, unitamente all’ennesima rete di Carlos Tevez, consegnano alla Juve il mantenimento della testa della classifica, dopo la rimonta vincente operata dalla Roma in terra orobica (1-2 per la Lupa, con reti di Ljajic e Nainggolan in risposta alla rete atalantina di Maxi Moralez).

In casa della Lazio la Signora non si concede particolari timidezze: sa che il primato solitario è compromesso e che solo la vittoria può dare la necessaria tranquillità per ragionare sulle vicende europee. Nei primi venti minuti la sfida è equilibrata, con occasioni da entrambe le parti. Ci vuole una ripartenza perfetta in contropiede al minuto 24: la palla capita sui piedi di Tevez, che crossa in centro verso Pogba: il francesino non si fa pregare e deposita alle spalle di Marchetti. La Lazio incassa il colpo: una meravigliosa azione di Pogba potrebbe regalare il raddoppio già nel primo tempo. Il transalpino stoppa e dribbla un difensore laziale, concludendo l’azione con un tiro a giro degno del miglior Pinturicchio bianconero: ci pensa il palo, pochi centimetri sotto l’incrocio, a fermare la traiettoria altrimenti micidiale del pallone.

La Juve ribadisce al propria superiorità al 10’ della ripresa, quando una volata di Marchisio (con dribbling annesso) mette Tevez nella condizione di stoppare e controllare la palla appena fuori area, con conseguente tiro imprendibile per il portiere laziale. Pogba chiude i conti dieci minuti dopo: un’invenzione dell’ottimo Pereyra smarca Pogba che fa un altro gioco di prestigio e imprime il secondo sigillo personale al match. C’è tempo per l’espulsione del soldatino Padoin (doppia ammonizione) a venti minuti dalla fine: un paio di tentativi laziali non mutano il risultato. La Juve sbanca l’Olimpico, con un punteggio netto a condannare la sponda biancazzurra della Capitale.

Allegri si gode “il miglior Pogba della stagione” e la tenuta del modulo ad albero di natale con difesa a quattro. Pogba e Tevez eccezionali e letali, Marchisio, Pereyra e Pirlo a macinare giocate buone per l’attacco bianconero.

Unico neo: il periodo non proprio glorioso di Gigi Buffon. Pur mantenendo la rete inviolata, sembra molto insicuro sulle punizioni velenose calciate da Candreva: necessita di parate in due tempi, rischiosissime. Fortunatamente la difesa si chiude stile fortino attorno al suo capitano. Certo, la parata nel secondo tempo su Felipe Anderson è pura arte buffoniana: la speranza è che con quella si chiuda la settimana anomala del portiere (con la papera in Azzurro) e si torni alla normale straordinarietà del Numero Uno bianconero.

Gabriele Piardi

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