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L’esame Olympiakos: la Juve ad una prova senza possibilità di appello

03/11/2014 11:29

La vittoria in campionato non tragga in inganno: la Juventus guarda tutti dall’alto in basso più per i demeriti delle concorrenti che per le proprie virtù. È vero: la partita contro l’Empoli, sul difficile campo toscano, è stata vinta meritatamente e in tal modo si è evitato di far crollare il morale della squadra dopo alcune prestazioni non troppo brillanti. Ma questo non deve ingannare: la salute della squadra bianconera non è al top, il gioco troppo spesso latita. Soprattutto là davanti, dove la qualità dell’attacco dovrebbe garantire qualche gol in più. Ci è voluta l’invenzione del geniale Pirlo per sbloccare una partita troppo ingessata: la “maledetta” del regista bresciano ha fulminato il portiere dell’Empoli e cambiato volto al match. Nel finale ci ha pensato il gioiellino Morata a mettere il sigillo alla partita, con un pregevole gol inventato dal nulla: dribbling e palla piazzata con un sinistro a giro. Discorso chiuso e tutti a casa: primato solitario, miglior difesa e secondo miglior attacco (dopo il Napoli con 19 gol, a pari merito con le 18 reti realizzate dalla compagine rossonera).

Questa vittoria ha un duplice sapore: da una parte consente di tirare il fiato, con la Roma che crolla a Napoli sotto i colpi pregevoli di Higuain (rete da antologia) e Callejon. Il retrogusto, però, è amaro: i bianconeri vanno spesso in affanno nel gioco, sembrano latitare le idee. Vengono buttate intere porzioni di partita, dove si prevale nel possesso palla e si conclude poco o nulla (si vedano il numero di tiri nello specchio della porta nei primi tempi delle ultime partite). Consola l’idea che queste vittorie “sporche” alla fine concorrono alle conquiste dei titoli e che una vittoria è comunque una vittoria: non si tratta, tuttavia, di un discorso da palati fini o da maniaci del bel gioco e delle roboanti vittorie, ma si teme che presto questi nodi possano giungere al pettine. Ovviamente l’augurio è di sbagliarsi: staremo a vedere.

Nel mentre arriva a Torino l’Olympiakos: la partita di domani sera è uno snodo cruciale. La Juve deve vincere per non compromettere (quasi) definitivamente le proprie possibilità di qualificazione. Con Ogbonna e Asamoah quasi certamente fuori uso dopo la trasferta di Empoli, la probabile formazione sarà la seguente: Buffon, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Pereyra, Vidal, Pirlo (o Marchisio), Pogba, Evra, Tevez, Morata. A seconda degli infortunati potrebbero esserci variazioni importanti, sia di uomini che di schema.

La parola al campo, dunque: ai bianconeri la possibilità di smentire i dubbi dei tifosi e riscaldare gli animi.

 

Gabriele Piardi

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