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Il solito Tevez: la Juve di fine estate archivia la pratica Milan

21/09/2014 1:52

Cinica, fortunata, spietata. La Juventus spegne il Milan con una rete del solito Tevez. I rossoneri giocano una buona partita e la difesa (Abate, Rami, Zapata e De Sciglio) resiste alle azioni della Juventus. I campioni d’Italia, dal canto loro, devono ringraziare Gigi Buffon: al 5’ un’uscita ad anticipare De Jong e al 27’ un salvataggio miracoloso sul colpo di testa di Honda consentono alla squadra juventina di non trovarsi in svantaggio. La Juventus, comunque, si rende protagonista in numerose occasioni: Llorente e Pereyra impegnano Abbiati, che si rifugia in angolo. Al 34’ Ogbonna sostituisce l’acciaccato Caceres; poco dopo, al 38’, Marchisio colpisce il palo. Il primo tempo si chiude senza gol, con un ammonito (proprio Marchisio) e la sensazione di un discreto equilibrio tra le due formazioni.

Nel secondo tempo la Juve schiaccia il Milan nella propria metà campo: ai rossoneri resta lo spunto di qualche contropiede, ma la partita non sembra condurre a nessuna svolta. Ci vuole la brillante intuizione di Tevez al 71’ che triangola con Pogba: il francese libera l’Apache davanti ad Abbiati, la conclusione è vincente. Il Milan abbozza una reazione, ma la Juventus si compatta e gestisce il possesso palla. Vidal sostituisce Pereyra, Romulo prende il posto di Lichtsteiner. Nel Milan esordisce Torres al posto di Poli (riesce solo a farsi ammonire nel quarto d’ora in cui gioca), Pazzini dà il cambio a Honda e Bonaventura ad El Shaaraawy, ma il risultato resta immutato fino alla conclusione.

Soddisfatto mister Allegri, che, vittoria dopo vittoria, si sta conquistando la fiducia dei tifosi, dopo i forti malumori al momento del suo approdo in bianconero: ricorda con affetto i suoi tre anni e mezzo a Milano, dice chiaramente che questa vittoria non va letta come una rivincita nei confronti dei rossoneri e si dice contento dell’atteggiamento della squadra. Striglia Pogba, a suo avviso ancora incapace di tirar fuori il meglio delle sue potenzialità, ma con la tecnica del bastone e della carota ricorda il suo strapotere fisico e tecnico. Onesta l’analisi di Inzaghi, che riconosce la superiorità della compagine bianconera, ma che sottolinea il duro lavoro dei suoi giocatori.

La Juve avvisa la Roma: anche quest’anno si deve fare i conti con i bianconeri per la conquista del titolo e la squadra capitolina sa già che non può perdere punti preziosi contro il Cagliari di Zeman domani. Il Milan è una squadra che sta ancora cercando una propria dimensione, ma l’impressione è positiva: il marchio e la fiducia di Inzaghi cominciano a vedersi, l’auspicio è che questa crescita sia graduale e costante, per tornare ai fasti di un tempo. Quando, cioè, Milan e Juve si spartivano la gloria in Italia e in Europa.

Gabriele Piardi

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