Cronaca

Foibe:il ricordo nel monumento non c’è. Perchè? Pinerolo

La città di Pinerolo, nel 2005, inaugurò, nei Viali Vittorio Veneto, il monumento “Alle vittime della violenza e dell’intolleranza religiosa e politica”. Giustamente, nei “piloncini” del monumento, sono state poste delle targhe commemorative in memoria delle immani tragedie come “Auschwitz”, “Hiroshima e Nagasaki”; “Sabra e Shatila”; “Rwanda” e “New York 11 settembre 2011”. Peccato che tra queste manca l’eccidio delle “Foibe” a danno di Italiani dell’Istria, del Quarnaro e della Dalmazia, uccisi dai comunisti del maresciallo Tito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Una tragedia che nel 2004 il governo italiano si decise –finalmente – a ricordare ufficialmente, il 10 gennaio, come “Giorno del ricordo.” Sarebbe un gesto di grande intelligenza, e riconoscimento per le vittime e per i famigliari, che anche la città di Pinerolo ricordasse ufficialmente tale giornata. Si potrebbe, magari, aggiungere una targa sul monumento “Alle vittime della violenza e dell’intolleranza religiosa e politica”. L’importante è che la città di Pinerolo, sensibile da sempre alla lotta contro le violenze, ricordi questa giornata. Il 10 gennaio scorso il presidente del Senato Grasso ha dichiarato:"Le foibe furono tra le pagine peggiori della nostra storia. Questa giornata è dedicata alla memoria di migliaia di italiani dell’Istria, del Quarnaro e della Dalmazia che, al termine del secondo conflitto mondiale, subirono indicibili violenze trovando, in molti, una morte atroce nelle foibe del Carso. Quanti riuscirono a sfuggire allo sterminio furono costretti all’esilio. La popolazione italiana di quella regione fu quasi cancellata e di quell’orrore non si è mantenuto il doveroso ricordo per anni. Questa giornata è un momento fondamentale di espressione dell’identità nazionale. l’Italia non può e non vuole dimenticare" se vuole affrontare in maniera condivisa le barriere di odio e discriminazione. Non possiamo cancellare nulla; non le sofferenze inflitte alle minoranze negli anni del fascismo e della guerra, nè quelle inflitte a migliaia e migliaia di italiani. Il ricordo è un dovere, è un monito perchè si impedisca che l’ignoranza abbia la prevalenza e che tali orrori non avvengano mai più. E’ un dovere nei confronti dei sopravvissuti e nei confronti delle famiglie delle vittime. Ciascun Paese ha il dovere di coltivare le proprie memorie, di non cancellare le tracce delle sofferenze subite dal proprio popolo”.Nella foto il monumento “Alle vittime della violenza e dell’intolleranza religiosa e politica” di Pinerolo. Dario Mongiellodirettore@vocepinerolese.it 

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