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vedi foto. Don Bosco torna a Pinerolo e Perosa Argentina.

11/01/2014 17:56
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Don Bosco a Pinerolo

Foto foto. Ci stiamo avvicinando al Bicentenario della nascita di Don Bosco, che si celebrerà il 16 Agosto 2015. Un grande avvenimento per tutta la Famiglia Salesiana e per l’intero Movimento salesiano, che richiede un intenso e profondo cammino di preparazione, perché risulti fruttuoso per tutti noi, per la Chiesa, per i giovani, per la società.

 Don Bosco si avvicina alle persone con la peregrinazione dell’Urna che, dopo il trionfale giro del mondo è in Italia e in Piemonte.

Un viaggio iniziato tre anni fa e che ha fatto tappa nelle 130 Nazioni dei 5 Continenti in cui sono presenti i Salesiani con 90 Ispettorie.

 Il responsabile organizzativo dell’evento per il Piemonte e la Valle d’Aosta, don Luca Barone, descrive con queste parole quello che ci aspetta: “Credo che in giro per il mondo, abbia suscitato una meraviglia e un entusiasmo notevoli. La cosa interessante è che si è trattato di un evento inculturato: ogni parte del mondo ha potuto esprimere la propria fede e l’affetto a Don Bosco nei tratti tipici di quel Paese e di quella cultura, In Africa per esempio – continua Barone – le cattedrali non riuscivano a contenere la gente e si è dovuto optare per gli stadi, ma forse l’Europa sente ancora di più l’esigenza di tornare a dei modelli di vita cristiana e di umanesimo integrale che vede in Don Bosco un testimone autentico e un segno di speranza”.

L’urna contiene una scultura del santo in gesso e resina, replica del suo corpo incorrotto che riposa nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino. Nel reliquiario giace la mano destra di don Bosco, quella con cui benediceva, scriveva le costituzioni, le lettere cattoliche, assolveva i peccati. (scheda allegata). Nell’itinerario proposto e nelle modalità di esecuzione si sviluppano le finalità profonde che hanno ispirato la Congregazione Salesiana a proporre una tale iniziativa. “Ossia un autentico incontro, che conduce a Dio, nei momenti comunitari di preghiera normalmente proposti per fasce d'età, che chiama a un dono rinnovato e totale nella interpellanza di stampo vocazionale e che pone domande sulla dinamica educativa in sinergia con il cammino della chiesa italiana che in questo decennio investe ogni risorsa per rispondere all'emergenza educativa come ci suggerisce don Stefano Martoglio, ispettore salesiano del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. 

Tramite il sito internet www.donboscoèqui.it si potrà seguire il viaggio dell’urna, i racconti, le foto e i video dell’evento. Per i giornalisti e i responsabili della comunicazione sarà a disposizione un’area dedicata dove poter essere aggiornati su tutto il materiale stampa e fotografico prodotto. Tale sezione è rintracciabile al seguente indirizzo internet:

 13-14 gennaio diocesi di Pinerolo

Ogni diocesi avrà dei momenti di forte interesse popolare ed ecclesiale. Desideriamo porre all’attenzione delle vostre testate, in particolare due iniziative che segneranno la conclusione di queste giornate:

Il 29 gennaio 2014 alle ore 15 l’urna di Don Bosco incontrerà i piccoli ricoverati all’Ospedale Infantile Regina Margherita e le pazienti dell’Ospedale Ostetrico e Ginecologico Sant’Anna di Torino.

Il 30 gennaio si terrà invece una solenne fiaccolata con partenza dalla Cattedrale di Torino alle 20.45, fino a raggiungere la Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco, a ricordo anche della antica processione, che il 10 giugno del 1929 vide la città invasa di pellegrini ad accompagnare la salma del Santo dalla casa di Valsalice a quella di Valdocco, dove da allora riposa. (scheda allegata).

 

La tappa di Pinerolo

 L’Urna arriverà a Perosa Argentina domenica 12 gennaio alle 20.30 nella Chiesa dell’Oratorio e ripartirà per Pinerolo lunedì mattina dopo la celebrazione eucaristica

Don Bosco, fin da studente, si recò diverse volte a Pinerolo. Il primo viaggio avvenne nel 1835, quando il Santo visitò il suo compagno di studi Annibale Paolo Strambio dalla cui famiglia era stato invitato per una settimana. Nel 1836, su invito del Signor Stambio, Giovanni Bosco trascorse le vacanze pasquali a Pinerolo in compagnia della famiglia, mentre nel 1841 novello sacerdote, tornò a Pinerolo, desideroso di visitare ancora gli Strambio. In quella occasione viene invitato a predicare a Fenestrelle dal parroco locale, il suo amico don Giovanni Battista Guigas. Tra il 1841 e il 1867 don Bosco passò più volte da Pinerolo per recarsi a predicare a Fenestrelle e nei paesi della Val Chisone. Nel viaggio effettuato nel 1850 probabilmente si recò a Fenestrelle per far visita a Mons. Franzoni lì detenuto per non aver accettato la legge Siccardi. L’ultimo soggiorno nella zona di Pragelato, nel 1868, ebbe un forte risvolto “vocazionale”. In quei giorni don Bosco incontrò infatti il giovane Giuseppe Ronchail, destinato a divenire capofila di numerosi salesiani provenienti, come lui, da paesi dell’alta val Chisone. A Pinerolo don Bosco tornò a soggiornare negli ultimi anni di vita. Nel 1884 medici e confratelli gli consigliarono un periodo di vacanza per rimettersi in salute e lui trascorse a Pinerolo circa un mese. L’ultimo soggiorno avvenne nell’estate del 1886: ormai seriamente infermo, don Bosco volle trovare un po’ di riposo e riprendere salute.

Gli ottimi rapporti intercorsi tra don Bosco e la diocesi sono testimoniati anche dall’interesse che il Santo nutrì per le necessità del territorio pinerolese: quando scoppiò il colera del 1854, ad esempio, egli offrì di inviare quattro giovani per l’assistenza ai malati; di questa offerta il sindaco, Giuseppe Giosserano, non volle avvalersi perché l’epidemia stava ormai giungendo al termine.

Un ulteriore episodio concernente gli ottimi rapporti intercorsi fra don Bosco e la diocesi di Pinerolo e i suoi pastori fu relativo l’accoglienza di chierici salesiani da parte del vescovo Mons. Giovanni Domenico Vassarotti durante gli esami per ottenere la patente come maestro elementare. Nel 1876 i chierici di don Bosco vennero ospitati nel seminario diocesano per tutto il tempo della loro permanenza a Pinerolo, l’esito degli esami fu soddisfacente per tutti.

Concludiamo infine accennando al legame di amicizia che vi fu tra don Bosco e i conti Viancino di Viancino, i quali risiedevano a Torino ma trascorrevano la villeggiatura nella loro villa di Bricherasio. Il Conte Francesco e la sua consorte Luigia furono collaboratori e benefattori di don Bosco per circa 40 anni prestandosi generosamente in svariate iniziative quali il catechismo, l’organizzazione delle feste e delle lotterie, le pubblicazioni e la raccolta di fondi.

 L’arrivo a Pinerolo è previsto per le 9.15 di lunedì 13 gennaio in Cattedrale.

 Martedì 14 gennaio alle 18.30 accoglienza e Vespro nel Noviziato Salesiano internazionale di Monte Oliveto a Pinerolo

 Monsignor Piergiorgio Debernardi Vescovo di Pinerolo spiega: “La visita dell’Urna significa dare il bentornato a don Bosco, che è stato di casa in città e nel territorio. Da decenni sulle nostre colline c’è il Noviziato Salesiano che ha una funzione propulsiva, nel senso che mostra alla comunità giovani che decidono di dedicarsi all’apostolato come don Bosco. La vicinanza a Torino inoltre, favorisce la devozione al Santo.

Anche a Perosa Argentina i Salesiani hanno avuto scuole elementari, medie e l’oratorio. Il mio predecessore Monsignor Giacchetti ha affidato loro la Parrocchia dello Spirito Santo, per questo posso dire che i Salesiani sono di casa a Pinerolo. La Diocesi è molto grata per il lavoro svolto con grande generosità”. Monsignor Debernardi si augura che “la visita di don Bosco porti un risveglio di carità cristiana tra la gente e regali a Pinerolo la riapertura del Seminario dedicato a lui. C’è molto fermento e sono sicuro che questa visita porterà frutti di vita cristiana e rinnovamento e ci aiuterà a riprendere fiducia nella vita”.

 Biografia

Giovanni Bosco nasce a Castelnuovo d’Asti il 16 agosto 1815 da una famiglia di contadini. Il
padre, Francesco Bosco, lo lascia orfano a soli due anni, e la mamma Margherita Occhiena si trova da sola ad allevare i tre figli, Antonio, Giuseppe e Giovannino. Con una dolce fermezza unita a una fede senza confini, Margherita, saggia educatrice, fa della sua
famiglia una Chiesa domestica. Giovanni comincia a sentire sin da piccolo il desiderio di diventare sacerdote. Raccontò di aver fatto un sogno a nove anni, che gli rivelò la sua missione: “Renditi umile, forte e robusto”, gli disse una donna splendente come sole, “e quello che vedi succedere di questi lupi che si trasformano in agnelli, tu lo farai per i miei figli. Io ti farò da maestra. A suo tempo tutto comprenderai”. Fin da ragazzo Giovanni incominciò a intrattenere i suoi compagni con giochi di prestigio, imparati con duro allenamento, alternati a lavoro e preghiera. L’anziano don Calosso lo iniziò agli studi sacerdotali, che dovette affrontare con fatica, fino a lasciare la sua casa per l’opposizione del fratello Antonio. Lui voleva che Giovanni lavorasse i campi. Seminarista a Chieri, ideò la Società dell’Allegria, che raccoglieva i giovani della cittadina. Nel giugno del 1841 venne ordinato sacerdote. Il suo direttore spirituale, don Cafasso, gli consiglia di perfezionare gli studi nel convitto ecclesiastico.

Il Sistema Preventivo
Intanto don Bosco raccoglie intorno a sé i primi ragazzi, e organizza un oratorio festivo,
inizialmente itinerante e poi stabile a Valdocco. Margherita, ormai anziana, accetta di venire a
Torino ad aiutarlo, e diventa per i ragazzi “mamma Margherita”. Don Bosco comincia a dare
ricovero a degli orfani senza tetto. Insegna loro un lavoro e ad amare il Signore, canta, gioca e prega con loro. Dai primi ragazzi arrivano anche i primi collaboratori. Si sviluppa così il suo metodo educativo, il famoso “Sistema Preventivo”: “State con i ragazzi, prevenite il peccato con ragione, religione e amorevolezza. . Diventate santi, educatori di santi. I nostri ragazzi si accorgano di essere amati”. I primi collaboratori diventano col tempo, grazie anche all’aiuto del Papa Pio IX, una Congregazione che mira alla salvezza della gioventù, combattendo tutte le povertà e facendo proprio il motto “Dammi le anime, e tieniti tutto il resto”.
Il giovane Domenico Savio è il primo dei frutti del sistema preventivo. Maria Ausiliatrice, che
sempre sostenne don Bosco nella sua opera, gli ottenne numerosissime grazie, anche straordinarie, e il denaro necessario per tutte le sue imprese. Lo aiutò anche nella costruzione dell’omonima Basilica.

Le Figlie di Maria Ausiliatrice, i Salesiani Cooperatori
Con l’aiuto di santa Maria Domenica Mazzarello fondò l’Istituto delle Figlie di Maria
Ausiliatrice. Insieme ai suoi benefattori e ai laici impegnati diede vita ai Cooperatori Salesiani.
Don Bosco morì logorato dal lavoro a 72 anni, il 31 Gennaio 1888. Oggi i salesiani sono presenti in tutto il mondo, ed egli è stato riconosciuto dalla Chiesa come “padre e maestro dei giovani”.
Pio XI, che lo aveva conosciuto, lo beatificò il 2 giugno 1929, e lo canonizzò il giorno di Pasqua, 1°
aprile 1934.

Scheda tecnica Urna

Per tutto quello che riguarda i movimenti dell'Urna di Don Bosco, il set Carrello + Urna è
preparato per rendere una bella presentazione espositiva non avendo bisogno di essere smontata.
Le misure sono:
- Lunghezza: 2,20 m (escluso il timone);
- Larghezza: 1,00 m;
- Altezza: 1,40 m;
- Peso: 580 kg

 

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