Da qualche mese a questa parte, soprattutto in periodi che precedono di qualche ora i sismi locali della zona cuneese, ma anche i microsismi della Val Chisone, si registrano in Val Pellice strani rombi, a volte paiono colpi di cannoni lontani, a volte scoppi sotterranei, ma diversi dalle mine delle cave, spesso ricordano sommesse chiusure di porte sotterranee. Si escludono origini antropiche. Questi fenomeni acustici in atmosfera non paiono nemmeno essere connessi a situazioni particolari di clima. Si odono quasi sempre in situazione di aria calma. A volte, quando il suono è intenso, tali rombi producono vibrazioni dei vetri, ma a volte non si registrano contemporaneamente sismi, anzi questi ultimi spesso li seguono dopo 8-15 ore. Pare quindi che tali fenomeni acustici siano da mettersi in relazione ad attività sotterranea di spostamenti di masse d’acqua e di gas o di aria, a seguito di movimenti di compressioni o scivolamenti di zolle tettoniche precedenti i sismi.Tali osservazioni, raccolte in particolare dal Centro di Ricerca di recente formazione, con sede a Torre Pellice, il Seismic Precursors Study Center (SPSC), fanno includere questi rombi nella casistica dei “brontidi”. Il termine brontide (dal greco “bronté”= tuono) indica una manifestazione sonora naturale endogena, ossia connessa al sottosuolo, simile a tuono sommesso, a corta deflagrazione, a colpo lontano di cannone, spesso prodotto in aree marine, ma anche montane. Quando i brontidi si odono in montagna sono anche chiamati tuoni della balza. I brontidi sono gli stessi fenomeni che gli Olandesi denominano come “mistpoeffers” (rumori della nebbia), percepiti spesso nel Mare del Nord o sui delta dei fiumi, ma anche in zone sismiche. Sono anche chiamati “trabussi” o “bombiti” o” bonniti” o” mugghia”.Giovanna de Liso