Facebook Twitter Youtube Feed RSS

Lorenzo Bianciotto fucilato nel '44 al Martinetto. Pinerolo, dove viveva, lo dimentica...

20/11/2013 20:16

Il 25 novembre del 1944, condannato a morte dal Tribunale Co.gu., viene fucilato, al Martinetto a Torino, il partigiano della 5ª divisione Gl, Lorenzo Bianciotto, nato a San Pietro Val Lemina l’11 marzo del 1923. Bianciotto è stato il primo condannato a morte assistito da Padre Ruggero Cipolla, cappellano del carcere “Le Nuove” di Torino. La sua morte, in nome della libertà, è ricordata anche in una lapide posta all’interno del sacrario del Martinetto. Purtroppo, il suo cognome è errato, è stato scritto Bianciotti. Da tempo si parla di porre una lapide nella sua casa di Pinerolo, dove risiedeva in via Mazzini, ma nulla è stato fatto. Il prossimo 25 novembre segna la data della sua fucilazione e sarebbe doveroso che l’amministrazione comunale, l’ANPI ricordasse il sacrificio di questo giovane pinerolese. Di seguito una parte di un brano dove si parla di Lorenzo Bianciotto.

“Padre Ruggero Cipolla nasce nel 1911 in una famiglia torinese piuttosto modesta, è orfano di padre a 14 anni e veste il saio francescano il 12 marzo 1930 grazie all’amicizia con il parroco di San Secondo, che l’ha accompagnato per mano verso la vocazione religiosa. Tre anni dopo arriva a sfiorare l’orlo della tomba, ma dopo dodici mesi è, quasi per miracolo, completamente guarito. Nell’autunno 1944 il cardinal Fossati si vede costretto a sostituire i Padri della Consolata che da 13 anni sono cappellani del carcere “Le Nuove” di Torino, non più graditi ai Tedeschi, che li ritengono troppo “vicini” ai partigiani detenuti. Da un giorno all’altro padre Ruggero, insieme ad un confratello, si vede così affidare una popolazione carceraria da assistere spiritualmente con un incarico che, gli viene ben sottolineato, è da intendersi del tutto temporaneo. Che non sia stato propriamente tale lo dimostra il fatto che padre Ruggero lo svolgerà esattamente per mezzo secolo.  Il suo iniziale sconcerto, il suo disorientamento e i suoi timori subiscono un’improvvisa accelerazione quando, appena dieci giorni dopo, gli tocca assistere il suo primo condannato a morte. Si tratta del partigiano Lorenzo Bianciotto fucilato al Martinetto il 25 novembre 1944, seguito da molti altri, settantadue in tutto: prima i partigiani condannati dai fascisti, poi i fascisti condannati dal Tribunale del Popolo, oltre naturalmente i delinquenti comuni. Gli ultimi sono tre degli autori dell’efferata strage di Villarbasse, fucilati alle Basse di Stura il 4 marzo 1947, appena pochi mesi prima che la Costituzione abolisse in Italia la pena capitale. Il suo crocifisso, che il partigiano Bianciotto aveva imporporato con il suo sangue, conosce infatti altri partigiani fucilati davanti a padre Ruggero...”

Autore: Gianpiero Pettiti

Fonti Aisrp, Banca dati Partigianato piemontese

Aisrp, C 69 b, Elenco detenuti giustiziati al Martinetto

Padre Ruggero, I "miei" condannati a morte, cit., pp. 20 ss.

Aisrp, Fondo Originario, Fondazione Solidarietà Nazionale, scheda n. 1574

 

Nella foto il prof. Gian Vittorio Avondo indica la foto di Bianciotto che è presente sul muro di cinta all’interno del carcere Le Nuove di Torino, oggi diventato museo. In questo carcere, Bianciotto, fu detenuto nel braccio della morte prima di essere portato al Martinetto per essere fucilato dai fascisti.

Commenti