A prima vista, Sorprendenti presenze nel Parco della Pace, in Pinerolo: un alce riposa tranquilla; un cervo bruca sereno, un cinghiale attraversa frettoloso il piano e ancora altri animali. Sveliamo subito l’arcano. Non si trattava certo di animali selvatici reali. E menomale. Perché ieri nel Parco della Pace (a molti noto come parco olimpico) a Pinerolo si stava svolgendo una gara sportiva di tiro con l’arco e quei modelli erano in realtà i bersagli per le frecce scagliate dagli arcieri. Per quanto mi riguarda ho avvertito una sensazione di disagio: ho pensato fosse “diseducativo”, triste, usare effigi di animali selvatici come “bersaglio”. Gli stessi “animali” che invece meritano il nostro rispetto, e che dovremmo proteggere, dal momento che l’uomo spesso mette in pericolo -quando non ha già distrutto- l’habitat in cui alcune di quelle specie lottano per sopravvivere. Ben altro immaginavo il messaggio che la disciplina del tiro con l’arco volesse trasmettere: concentrazione, equilibrio interiore che si concretizza nell’armonia dell’uomo con lo strumento che scaglia la freccia verso un bersaglio che è soprattutto una “immagine-bersaglio interiore”; metafora dell’armonia -con se stessi e con la natura – necessaria a raggiungere una meta… Per questo, forse errando, mi permetto di unire alla riflessione un suggerimento: se proprio deve esserci “un bersaglio” realistico, perche non presentare quegli stessi animali selvatici a reggere effigi-bersagli di personaggi umani davvero “da colpire”, metaforicamente, ovviamente: ad esempio “l’evasore”, “lo spacciatore”, “il corruttore”, “il pedofilo”, l’uomo delle discariche illegali”. Indirizzerò la riflessione anche agli arcieri. Confesso di essermi allontanato dal Parco della Pace prima di vedere raggiunti dalle frecce l’alce che riposava, il cervo che brucava, il cinghiale che attraversava frettoloso il parco, la coppia di orsetti lavatori e gli altri loro “compagni-bersagli”. Scriverò agli arcieri. Nella foto la sagome nel "Parco della Pace" a PineroloFrancesco Incurato