Cultura

“I GIARDINI DI SETA” A ROMANO CANAVESE

Fino al 3 Agosto si svolgerà nel Comune di Romano Canavese (TO), presso ilparco di Palazzo Bellono, in via Fiume n. 12, il “I° Festival dei Giardini” dedicatoquest’anno ai “Giardini di seta”. Il tema del Festival è correlato alla mostra presentatadal Museo di Scienze Naturali di Torino “L’albero della seta – Il gelso nel Canavesetra arte e tradizione” che resterà visitabile anch’essa fino al 3 agosto presso la sededella Fondazione Arte Nova, in via Fiume n. 15, dal martedì al sabato dalle 15 alle19 (prenotazioni al numero 0125- 711298). Progettati e realizzati da professionisti,architetti paesaggisti, che hanno risposto al bando pubblicato alcuni mesi fa, i giardinieffimeri realizzati sono: “Dettagli di trama”, “Il paesaggio è negli occhi di chi loguarda” e “Tesuma ‘nsema – Intrecci sulla via” e “I giardini di seta”.“Dettagli di trama” è stato realizzato da Veronica Buratto, Federico Ratta e NicolòScacchi. Davanti al computer, alla ricerca di un’idea per poter partecipare al bando,gli artefici del giardino si sono interrogati su ciò che volevamo trasmettere alvisitatore. Cosa accade nel bozzo? Qual è la magia del baco da seta che, paziente,tesse il suo filo sottile, lo intreccia e vi si avvolge infine per diventare farfalla? Daqueste considerazioni è nata l’idea di creare una sorta di simulazione del bozzoloin cui il visitatore può entrare e cercare di immedesimarsi nel baco da seta, protettoda una fitta rete di maglie che lo separano dal mondo esterno. La raffinata trama el’ordito del tessuto, sono rappresentate da corolle leggere delle piante….una sorta disottile, leggero ed impalpabile paravento di seta avvolge tutto il giardino.“Il paesaggio è negli occhi di chi lo guarda”, opera di Annita Gallo e AnnalisaBorgognoni, si basa sul concetto che la percezione del paesaggio sta negli occhi dichi lo osserva e, molto spesso, rimane solo nella memoria di chi lo ha vissuto, comenel caso della campagna canavesana che in passato era dominata da maestosi alberidi gelso, di cui oggi rimangono solo poche tracce. Questo è il tema che ha ispirato ilprogetto: la memoria e la sua trasmissione come chiave di lettura del paesaggio, chesopravvive nella memoria di chi lo ha vissuto e può essere tramandato alle nuovegenerazioni anche grazie al racconto.Sul lotto è stata disegnata una griglia, la cui suggestione è stata suggerita dai telaisu cui venivano allevati i bachi da seta. I tre esemplari di gelso disposti a filarerappresentano il tema principale del giardino insieme ai portali rossi, cui sonoappesi teli in stoffa che riportano le testimonianze di alcune persone di RomanoCanavese sulla gelsi-bachicoltura. I teli accompagnano il visitatore all’interno diun percorso conoscitivo che trasmette alcune memorie della tradizione contadinalocale e di conseguenza il significato della presenza del gelso nel paesaggio locale.La fascia di perenni dal colore blu vuole evocare le rogge, mentre le adiacenticampiture che accolgono erbacee perenni, rimandano ai prati fioriti di campagna. Siaggiungono alcune erbe aromatiche che si trovano lungo i campi. Si è proposta unareinterpretazione del paesaggio agrario e del suo “linguaggio”.“Tesüma ‘nsema – Tessiamo insieme: intrecci sulla via”, creato da un vero eproprio team di professionisti formato da Paolo Croce, Chiara Curina, Luca GiuseppeGolzio, Andrea Pinneri, Elisa Sarasso e Giacomo Toppi, riproduce la planimetriastradale dell’abitato del comune di Romano Canavese stilizzandone gli angoli e learchitetture storiche più importanti. Un magico filo di seta si dipana dall’ingressoe, attraverso un intreccio di stoffe e bambù, accompagna il visitatore fino ad unainstallazione colorata, un vero e proprio “telaio interattivo”, in cui ogni persona puòcontribuire a costruire un intreccio colorato inserendo i tasselli di stoffa deposti afianco, creando così e ricreando il giardino. La morbidezza e la sofficità della setasono ben rappresentate dalle graminacee. La torre del comune di Romano Canavese,è rappresentata da un esemplare di gelso.“I giardini di seta” è stato realizzato dalle sorelle Elena e Marta Robbiani.Si tratta di un giardino caratterizzato da specie e strutture legate al lavoro eall’ingegno dell’uomo. Lavoro duro e faticoso legato alla terra, che dalla terraricava sostanze utili per il proprio sostentamento, ma anche per soddisfare ilbisogno di bellezza che da sempre accompagna la vita di uomini e donne. Da quil’utilizzo di essenze “utili” legate all’arte della tintura naturale, attività che hasempre accompagnato la produzione della seta. La forma del giardino, suddivoin aree quadrangolari, si ispira infatti all’Hortus conclusus del Cantico deicantici, il gradino medioevale, composto da specie produttive come piante dafrutto, il gelso, il melograno e i sambuchi, erbe officinali, tintorie, aromatichee medicamentose. La tintura naturale è stata per millenni l’unico modo perdonare alla seta (ma anche lana, canapa, lino e cotone) i colori e le sfumatureche l’uomo poteva ammirare nella natura, impreziosendo i tessuti destinatiall’abbigliamento e all’arredamento. È interessante rivalutare oggi questatecnica antica in un’ottica ecosostenibile data la sua completa atossicità. Sono lecose più semplici e comuni che ci circondano a creare la nostra storia.Per tutto il periodo del Festival, le quattro realizzazioni potranno essere votate daifruitori che andranno a visitare i giardini; alla fine del Festival, ai progettisti cheavranno ottenuto il maggior punteggio di preferenza del pubblico, il Relais VillaMatilde offrirà un soggiorno. Si ringraziano per la preziosa fornitura di materialevegetale tutti i vivai piemontesi che hanno collaborato e, in particolare: Crespo AldoVivai, Fratelli Gramaglia Conservatori di Erbe, Gianluca Bonomo, Hortilus Vivai,Sartorelli Vivai di Valpasano, Vivaio Chicco Alberto, Vivaio Forestale Gambarello,Vivaio Millefoglie, Vivai Reviplant, Vivai Ronco ed infine Vivaio Viola Daniele..Palazzo Bellono aprirà al pubblico fino al 3 Agosto tutti i Venerdì fino al 3 agostodalle 15 alle 19, i Sabati e le Domeniche dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. L’eventoè stato organizzato dal Comune di Romano Canavese, in collaborazione con ilDipartimento di Agronomia Selvicoltura e Gestione del Territorio, la FondazioneArte Nova ed il Garden Club Floritalia di Torino.

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