A seguito del Consiglio comunale svoltosi ieri sera a Vinovo, il Circolo PD ha aperto il dibattito sulla questione, rimarcando l’evidente difficoltà del sindaco.
TRE QUESTIONI, DUE CONSIGLIERI, UN NULLA DI FATTO.
È questo, forse, il dato che più di ogni altro restituisce il senso del Consiglio comunale del 22 settembre. Un Consiglio comunale straordinario che, al di là dei toni e delle dichiarazioni politiche, lascia soprattutto un dato: alla fine non si è deciso nulla.
Tre iniziative diverse, su tre questioni diverse, nessuna arrivata a meta.
L’interrogazione sulla festa patronale di San Bartolomeo? Riferita a un evento ormai concluso, tempistica sbagliata.
La mozione sull’“albero per ogni nato”? Proponeva qualcosa che una legge già prevede per i comuni con più di 15mila abitanti. Al massimo si sarebbe potuto chiedere conto all’Amministrazione di quanti alberi siano stati
effettivamente piantati negli ultimi due anni.
La proposta dell’intitolazione commemorativa di un’aula in una scuola vinovese? Si è scontrata con il principio dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e le competenze dei loro organi: il Comune può e deve dialogare con
la scuola, ma non può sostituirsi ad essa nelle decisioni che rientrano nella propria autonomia (DPR 275/1999 sull’autonomia scolastica).
Il tutto è avvenuto in un clima in cui la maggioranza è sembrata discutere più volte tra i propri stessi banchi, mentre si consumava pubblicamente una rottura politica: due consiglieri l’hanno, infatti, abbandonata, dopo
dichiarazioni a tratti poco comprensibili.
Il Consiglio comunale è un’istituzione. È il luogo del confronto pubblico, regolato, rispettoso dei ruoli e dei tempi di intervento. Ieri sera abbiamo invece assistito più volte a consiglieri di maggioranza o ex che si rispondevano da
un banco all’altro, intervenivano al di fuori dei propri turni e trasformavano il dibattito in un confronto interno, una sorta di resa dei conti più dal sapore “condominiale” che istituzionale.
Quello a cui si è assistito è sembrato più uno psicodramma politico – a tratti anche personale – che un Consiglio comunale che – ricordiamolo – è il luogo nel quale si rappresentano i cittadini e le cittadine e si assumono responsabilità politiche ed amministrative.
Ma soprattutto c’è una questione politica che non può più essere elusa: sappiamo tutti ormai che quanto accaduto non è un episodio isolato, ma l’ennesimo passaggio di una legislatura segnata da difficoltà politiche,
divisioni, gruppi che si formano e si sfaldano, consiglieri che abbandonano la maggioranza e una preoccupante difficoltà nel tradurre le intenzioni in una linea amministrativa chiara e concreta.
Riteniamo pertanto che sia arrivato il momento in cui chi ha scelto di governare Vinovo ha oggi il dovere di interrogarsi sulla propria capacità di continuare a farlo; spetta a chi ha assunto la responsabilità di amministrare
questa città prendere atto della situazione e trarne le conseguenze politiche e istituzionali. A chi governa, o a chi ha provato a governare fino a oggi, spettano ora le conclusioni.
Il Circolo PD Norberto Bobbio