“La nuova linea Torino-Lione è un’opera necessaria e fondamentale, sia dal punto di vista turistico-commerciale sia dal punto di vista ambientale, visto che consentirà di abbattere il numero di mezzi pesanti che percorrono ogni giorno l’autostrada. E’ fuori dal tempo e dalla logica chi pensa che nel 2026 non sia necessario ammodernare un collegamento ferroviario che si basa su un tunnel scavato all’epoca di Cavour”. Così la vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Alessandra Binzoni, a margine della seduta dedicata alla Tav.
“Oltre all’impatto positivo che avrà l’opera una volta completata, dobbiamo considerare anche i benefici dal punto di vista occupazionale: il cantiere già ora dà lavoro a più di 3000 persone, che diventeranno 4000 con l’apertura del tunnel di base. E altrettanti saranno impiegati nell’indotto – prosegue la vicecapogruppo di FdI. – Di quest’opera si continua a discutere come se fosse ancora un progetto sulla carta. Non lo è più da tempo. Oggi sono 11 i cantieri aperti tra Italia e Francia, sono già stati scavati 49,5 km di gallerie sui 164 previsti, pari ad oltre il 30% del totale, ed è stato affidato il 100% dei lavori civili di scavo del tunnel. Numeri inequivocabili, che certificano quanto sia insensato ancora metterne in discussione la costruzione: è evidente che il processo non può essere fermato”.
“Se però la realizzazione della Tav non è tema di discussione, lo sono i continui e ripetuti attacchi al cantiere condotti dagli antagonisti. Attacchi che da anni rendono necessario un presidio delle forze dell’ordine 24 ore su 24, tutto l’anno, da oltre un decennio. Agenti sottratti al controllo del territorio, alle nostre città, ai nostri quartieri, con un costo ingente per la collettività. È il conto che l’Italia paga perché una minoranza ha deciso che una decisione democratica non vale. Ma il prezzo da pagare non è solo quello economico, c’è quello pagato dai numerosi agenti e carabinieri feriti nel corso degli anni dalla violenza No Tav. Una violenza sfrenata che si è ripetuta quest’estate e che rischia di ripetersi nuovamente in occasione della manifestazione del prossimo 3 ottobre. Un evento a cui parteciperanno anche gli esponenti locali del Pd, che continua a mantenere un atteggiamento ambiguo pur di tentare disperatamente di tenere insieme i cocci di un campo largo sempre più diviso. E’ l’ora che anche i dem dicano chiaramente da che parte stanno, senza se e senza ma. Da una parte c’è il progresso e il lavoro, dall’altra la violenza dei centri sociali e il “no” a tutto”, conclude Binzoni.
Nella foto Alessandra Binzoni