di Dario Mongiello
Occuparsi di cronaca nera, spesso, ti mette nelle condizioni di conoscere aspetti che, spesso, sfuggono ai non addetti ai lavori. O, per meglio dire, a chi la cronaca non la fa sporcandosi le scarpe in strada… a trovare informazioni. Spesso accade che, dopo la pubblicazione degli articoli su www.vocepinerolese.it , gli stessi, “magicamente”, vengono ripresi dopo pochi minuti da altri giornali. Tutti bravi così. La differenza sta nel trovare la notizia… Questo, però, è un altro discorso.
Oggi, vi racconto una “storia” di cronaca nera che mette in luce alcuni aspetti di chi, dedito all’uso di sostanze stupefacenti, cerca di trovare denaro facile “diventando un criminale da mezza tacca”, con comportamenti tragicomici.
Purtroppo, da ridere c’è ben poco, se non per le dinamiche messe in atto dai rapinatori che nel giro di pochi giorni hanno compiuto delle rapine al supermercato Conad a Pinerolo e all’MD di Bricherasio. In tutti i due casi i rapinatori sono stati identificati e, almeno uno, arrestato.
Cominciamo dalla rapina al CONAD di Pinerolo: i due si erano sono presentati alla cassa, armati di taglierino, a volto scoperto. Tempo zero identificati e denunciati.
Passa qualche giorno e gli stessi due rapinatori hanno pensato di “fare il salto di qualità” … con il “colpo” al supermercato MD di Bricherasio. I due rapinatori “de noantri” “assumono” un complice pronto a fare da autista per portarli al supermercato MD (e fuga) con una Lancia Ypsilon “pulita”, quella della mamma. Un altro genio.
Questa volta, i due rapinatori, hanno deciso di presentarsi alle casse con il consueto taglierino ma con il viso travisato. Al CONAD si erano presentati a viso scoperto. Dei geni.
Anche in questo caso per i due, anzi per i tre, i loro piani di fuga durano il tempo di un sospiro, come per la rapina al CONAD e vengono subito intercettati dai carabinieri durante la fuga. I due rapinatori (quelli al CONAD di Pinerolo) fuggono nei campi, mentre il conducente dell’auto non ce la fa, ovvero resta in auto e mette in atto la prima storiella: “io non c’entro nulla. Mi hanno minacciato”. Difesa che dura, anche in questo caso, il tempo di un amen.
E fino qui tutto nella norma: rapinatori che fuggono nei campi e il complice che rimane con il cerino in mano acceso.
Il bello deve ancora avvenire.
Uno dei fuggitivi, quello di Buriasco, passata la pressione dei carabinieri, esce dai campi e raggiunge una trattoria in strada Val Pellice, a qualche chilometro di distanza dal supermercato MD. Entra nel locale e chiede, a chi si trova al bancone, di chiamargli un taxi.
Peccato per lui che il taxi arrivato non era quello a lui gradito bensì era una gazzella dei Carabinieri. Per il giovanotto rapinatore sono scattate le manette. Game over.
Risultato finale: due denunciati e un arrestato. Ah, dimenticavo. Il portafoglio di uno dei due rapinatori lasciato in auto….
Domanda banale. Quando il prossimo colpo?
Intanto, sarebbe importante che qualcuno, qualche Ente, cominciasse ad occuparsi di questi ragazzi, di aiutarli. Almeno a chi ha una forte dipendenza con la droga e “terrorizza” la nonna.