Pinerolo verso il voto del 2027. Il dilemma del Partito Democratico: protagonista o spettatore?
di MDM
Anche il Partito Democratico, in vista delle prossime elezioni amministrative del 2027 a Pinerolo, inizia a ragionare ed a capire da che parte stare, oppure se correre da solo e riprendersi il posto che meritatamente avevano conquistato Alberto Barbero, Paolo Covato e Buttiero.
Dopo due mandati consecutivi il sindaco del Movimento 5 Stelle Luca Salvai non potrà più ricandidarsi. Una pagina politica si chiude, ma resta aperta la domanda più importante: chi guiderà la città nei prossimi cinque anni?
Se c’è un dato che emerge con chiarezza dagli ultimi tre anni, è la debolezza dell’opposizione messa in campo dal Partito Democratico. Di fronte alla maggioranza a trazione 5 Stelle, il PD non è riuscito a imprimere una presenza politica significativa. Mozioni, iniziative e prese di posizione sono state sporadiche, prive di incisività, tanto che molti cittadini parlano apertamente di un’opposizione, quella del PD, “praticamente inesistente”. Un vuoto che rischia di pesare ora che si avvicina la campagna elettorale.
Il grande interrogativo riguarda il futuro. Cosa farà il Partito Democratico in vista del 2027? Da un lato, c’è chi vorrebbe un rilancio in autonomia, con un proprio candidato e un programma capace di riconnettersi alla città. Dall’altro, si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile accordo con i 5 Stelle, con la galassia della sinistra, in linea con le strategie nazionali. In questo caso, il PD potrebbe scegliere di “lanciare la volata” a un candidato indicato proprio dal Movimento 5 Stelle?
Il dilemma pinerolese non è isolato. Anche a livello nazionale, il Partito Democratico si interroga, da tempo, sul rapporto con i 5 Stelle: allearsi per costruire un fronte comune o puntare sulla propria identità autonoma? A Pinerolo questa tensione si traduce in una scelta strategica che avrà un peso notevole sul risultato finale e sugli equilibri politici cittadini.
Al centro resta la questione della leadership. Chi sarà il volto da opporre agli altri schieramenti? Salvai non potrà correre di nuovo, ma il suo sostegno a un candidato, o meglio candidata, 5 Stelle potrebbe risultare decisivo dato che i due nomi interni iniziano a circolare insistentemente, quello della vice sindaca Costarelli o dell’Assessore Proietti, entrambe fedelissime di Salvai.
Se invece il PD deciderà di presentarsi da solo, dovrà individuare una figura di spessore, civica o politica, capace di colmare il vuoto lasciato da anni di opposizione debole e di ridare credibilità al partito sul territorio, sempre che il capo gruppo Barbero non decida di autoproclamarsi.
La strada verso le elezioni comunali del 2027 è ancora lunga, ma una certezza c’è: il Partito Democratico non potrà più permettersi l’ambiguità e il silenzio degli ultimi anni. Sarà chiamato a scegliere se correre in solitaria o cedere il passo a un’alleanza con i 5 Stelle. Una decisione che non riguarda solo le strategie elettorali, ma l’identità stessa del partito in città. La domanda resta aperta: il PD vorrà essere protagonista o spettatore della prossima stagione politica pinerolese?
Nella foto, da sinistra, Luca Barbero e Matteo Giorgis