Chiusa l’inchiesta sull’eredità Agnelli. 183 milioni al fisco e messa alla prova per John Elkann. Le motivazioni del Procuratore della Repubblica
Le indagini della Procura della Repubblica di Torino sulla gestione patrimoniale e fiscale della famiglia Agnelli sono arrivate ad una conclusione. Il Procuratore della Repubblica Giovanni Bombandieri ha chiuso l’inchiesta della vicenda della successione ereditaria conseguente alla morte (nel febbraio 2019) di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli che hanno visto indagati John, Lapo e Ginevra Elkann, Gianluca Ferrero, Urs Robert von Grünigen, e il notaio Remo Maria Morone e sono state inoltrate le richieste definitorie.
Con riferimento ai delitti contestati a tutti gli indagati (salvo Morone) di dichiarazione infedele (art. 4 del D.Lgs. n. 74/2000), di truffa in danno dello Stato (art. 640, secondo comma n. 1 c.p.) e. per i soli Ferrero e Morone, falso in atto pubblico (art. 479 c.p.), è stata depositata la richiesta di archiviazione integrale per le posizioni di Von Grünigen Urss Robert, Elkann Lapo Edovarde Elkann Ginevra. Richiesta di archiviazione parziale per il delitto di dichiarazione infedele, limitatamente a due annualità per le posizioni di Elkann John Philip Ferrero e Gianluca.
Per i rimanenti delitti, il Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, ha espresso parere favorevole alla richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova presentata da Elkann John Philin: ha espresso parere favorevole alla richiesta di applicazione pena presentata da Ferrero Gianluca; ha notificato avviso di conclusione delle indagini a Morone Remo Maria.
In particolare, sul piano della posizione reddituale e patrimoniale di Caracciolo Marella, allo stato degli atti, risultano accertati redditi non dichiarati ai fini IRPEF per un importo complessivo pari a circa euro 248,5 milioni nonché una massa ereditaria non sottoposta a tassazione per un valore pari a circa € 1 miliardo,
La quantificazione degli importi sottratti al Fisco è avvenuta, allo stato degli atti, sulla scorta dei plurimi, consistenti e convergenti elementi indiziari acquisiti dalla Guardia di finanza nel corso delle indagini, svolte attraverso approfondite perquisizioni presso società, studi professionali e abitazioni private riconducibili agli indagati, analisi della documentazione e delle copie forensi dei dispositivi acquisiti nonché audizioni di diverse persone informate sui fatti, che hanno permesso, sempre allo stato degli atti, di ricostruire come fittizia la residenza svizzera di Caracciolo Marella in relazione ai fatti in contestazione.
Al riguardo, anche tenuto conto, tra l’altro, quale più aggiornato sviluppo delle indagini dei riscontri a rogatorie internazionali appositamente attivate, tra cui quelle rivolte alla Confederazione elvetica e al Granducato del Lussemburgo.
I pareri favorevoli espressi dell’Ufficio nella definizione del procedimento penale in corso sono conseguenti ai versamenti effettuati all’Erario a cura degli indagati per complessivi € 183 milioni circa, sulla base dei processi verbali di constatazione notificati dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Torino, somma che estingue integralmente il debito tributario, comprensivo di sanzioni ed interessi.
Adesso si dovrà aspettare la decisione del Giudice Indagini preliminari.
Nella foto John e Lapo Elkann