Cronaca

Pinerolese, in vacanza al mare, collabora all’arresto di un ladro. Ha fatto bene? Oppure ha rischiato di…?

Un giornalista di Voce Pinerolese racconta la sua esperienza vissuta in un paese ligure. Ha agito con grande senso civico collaborando all’arresto di un delinquente, un ladro. Poi, scaricata l’adrenalina, spuntano le riflessioni. Cosa sarebbe accaduto se… La magistratura lo avrebbe tutelato? Perché tutti gli altri cittadini non sono intervenuti? Avevano ragione loro? Poi uno ” sguardo” su Pinerolo…

d.m.

Ecco l’articolo testimonianza

Trascorro il weekend al mare e mentre sto rientrando a casa in in bicicletta con mia moglie vedo un signore correre per strada. Immediatamente non mi rendo conto di quale fosse il problema ma, subito dopo, vedo che era inseguito da un Carabiniere: stava scappando. Il militare lo inseguiva da solo per cercare di fermarlo. Mi rendo conto che da solo non poteva riuscirci, correre con la divisa e le scarpe d’ordinanza non è facile. Faccio inversione di marcia con la bicicletta e mi metto all’inseguimento dell’individuo e contribuisco al suo arresto. Arriva la pattuglia in supporto all’Appuntato Scelto, lo ammanettano e lo portano in Caserma.
Sono intervenuto senza pensare, senza guardarmi attorno, solo alla fine di tutto mi sono reso conto di essere attorniato da decine di persone che guardavano e solo un altro signore, piuttosto anziano ed anche lui in bicicletta, aveva cercato di dare aiuto al Carabiniere, ma era rimasto indietro nella fuga. Solo due persone sono intervenute tra decine e decine che hanno assistito alla scena: un Carabiniere si trova in modo casuale di fronte ad un soggetto che commette un reato, cerca di fermarlo anche se da solo, e nessuno lo aiuta.
Scrivo tutto questo non per autocelebrazione, ma per esternare cosa ho provato. Il fatto di essermi reso utile mi ha fatto piacere. Ho ricevuto un grande ringraziamento dal Carabiniere e un grande sorriso, che mi ha rallegrato la giornata. Ma il vero pensiero che mi è venuto dopo è: ma se nel fermare la persona gli avessi procurato anche solo una caduta, che conseguenze avrei avuto. Se questo soggetto che fuggiva, correndo in mezzo alle auto fosse stato investito, che responsabilità ne avrei avuto ? Per come sono applicate le leggi al giorno d’oggi, ho temuto di essermi messo nei guai, e non di aver aiutato un Carabiniere nel compimento del suo dovere. Tutti quelli che non sono intervenuti, perché non lo hanno fatto, forse perché hanno pensato alle possibili conseguenze prima di agire ?
Alla domanda del Carabiniere al fuggiasco: perché sei scappato ? la risposta in un italiano un po’ stentato e con forte accento arabo: “perché ho avuto paura”. Paura di cosa: di non poter esibire un documento di identità valido ? Paura di essere fermato con la refurtiva in mano, quella che hai gettato scappando ? Un attimo prima correva come un centometrista, poi appena fermato ha iniziato a lamentare tutti i problemi possibili per il fermo, un microscopico graffietto e pretendeva la chiamata dei soccorsi sanitari. Un soggetto che è apparso subito avvezzo a quali scuse addurre alle forze dell’ordine. Magari per passare vittima dei carabinieri.
Il problema è questo, non interveniamo perché siamo noi ad avere paura.
Proviamo a pensare a Pinerolo: non abbiamo forse paura di frequentare certe zone della città come la stazione, alcune vie del centro, il parco di Piazza Garibaldi?

Non evitiamo certi percorsi, non facciamo in modo che i nostri figli non siano da soli rientrando a casa ? Una città dove da ragazzi si poteva lasciare la casa aperta; invece, ora non abbiamo la libertà di camminare per strada, non attraversiamo un parco, cambiano strada per evitare certi assembramenti.
Una città dove se facevi una marachella chiunque ti avrebbe rimproverato e richiamato all’ordine, ed ora non ci pensi nemmeno e ti giri dall’altra perché hai paura di una reazione anche violenta. Siamo diventati una comunità dove intervenire può essere un problema, così lasciamo che tutto vada come vuole, giorno dopo giorno verso il peggio.
Eppure non è un problema dell’essere diventati una collettività multietnica, ci sono città dove le porte delle case possono ancora essere lasciate aperte, dove non si vedono spacciatori per strada, dove la spazzatura non viene abbandonata. Il problema è solo quello di avere delle regole chiare, ed un sistema che ne garantisca il rispetto anche a quei cittadini che se le “dimenticano”. Ci piace veramente vivere in case dove ci serve avere la porta blindata, le telecamere, l’antifurto. Siamo veramente contenti di non poter liberamente frequentare un qualsiasi posto della nostra Pinerolo? Possiamo veramente accettare che i nostri figli debbano stare al telefono con noi mentre rientrano a casa per essere sicuri che nulla gli accada. Eppure siamo completamente anestetizzati a queste situazioni, ormai il rischio di un furto è diventato “normale”, cambiare strada non viene più visto come una limitazione della nostra libertà. Purtroppo, cercare di riprenderci i nostri spazi, le nostre città, far rispettare le regole, viene associato ad una idea di una destra del passato. Non è il caso di pensare solo ad avere una comunità più vivibile, senza pensare che rispettare le leggi sia di destra o di sinistra?
Spero di vedere nel futuro un cambiamento, vedere che in un caso come quello di questa mattina, tutti intervengano. Utopico: ne sono consapevole, vorrebbe dire di essere tornati a vivere in una città dove le regole sono rispettate, e per chi non le rispetta non c’è posto.
GMC

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