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Un appello a Urbano Cairo. Rendi almeno felice un povero cagnolino

Un appello a Urbano Cairo.
Rendi almeno felice un povero cagnolino

di Ivan Albano
Premetto di essere un tepente tifoso granata, che vive le sconfitte del Torino con atarassico distacco e le rarissime vittorie con una sorta di stupor mundi, così come non mi addolorano i successi dei gobbi ( così chiamati sin dagli anni Venti, quando indossando casacche molto ampie, sulla schiena dei calciatori in corsa si formava una singolare gobba), in quanto la Juventus è pur sempre l’ altra squadra di Torino. Urbano Cairo pare veramente desideroso di infliggere sofferenze indicibili ai tifosi granata, quanto meno a quelli più accalorati.
È indubbio che i fasti del Grande Torino vadano archiviati negli annales, ma sarebbe lecito pretendere di tifare per il Toro e non per un Torello castrato e pronto per essere carne da macello per chiunque lo incontri sul campo.
Possibile che non si possa proprio fare nulla? Che la situazione sia destinata a restare così in eterno?
Va riconosciuto a Urbano Cairo di avere salvato il club dal fallimento, tuttavia ora, a distanza di anni, sarebbe auspicabile regalare ai tifosi anche qualche momento di gioia.
“ Piacer figlio di affanno “ recitava Giacomo Leopardi, ma qui si passa da un affanno all’ altro, senza mai un barlume di piacere.
Per l’ anno nuovo vorrei vedere qualche tifoso granata uscire dallo stadio sorridente, ma di un sorriso che evochi felicità e non del solito sorriso amaro, della serie “ sapevamo già che sarebbe andata così “.
Circola una leggenda metropolitana secondo cui un signore, assistendo ad una gara di calcio su un campetto di periferia, scorge un cagnolino molto coinvolto nelle azioni di gioco (scodinzolii, ustolati, guaiti, ringhi). Quest’ uomo, incuriosito, domanda lumi al proprietario del cane e si sente rispondere che la bestiola è sì molto appassionata di calcio, ma soprattutto è anche tifosissima del Torino. “Purtroppo – prosegue il padrone – quando il Toro perde, il cane diviene aggressivo e mordace e quando pareggia abulico e apatico”.
” Eh, però chissà come sarà il cane quando il Torino vince?” domanda l’ altro.
Risposta :“ Purtroppo possiedo il cane solamente da nove anni e ancora non ho avuto l’ occasione di vedere la sua reazione “.
Un appello a Cairo: se proprio non gli importa nulla dei tifosi, pensi almeno a questo cagnolino e lo renda felice: non sempre, ma almeno qualche volta.

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