È mancato Matteo Brigandi. Il ricordo dell’Avv. Luca Paparozzi
Dapprima nume giuridico della Lega Nord, quella vera e unica, poi rigoroso e legittimo competitor a tutela del regresso morale di un movimento che ha oramai smarrito quantomeno i presupposti culturali della sua creazione, ci ha lasciato quest’oggi, Matteo Brigandi: a poco più di una settimana dalla pubblicazione di una storica sentenza emessa dal Tribunale di Milano con cui Lega Nord è stata condannata a corrispondergli 3 milioni di euro oltre gli interessi maturati per onorari professionali. “Pare quasi che abbia atteso l’esito dell’ultimo processo contro la Lega per lasciarci” – dice Luca Paparozzi, suo storico legale di fiducia affiancato, negli incombenti defensionali in questi ultimi anni, da Valentina Brigandi, figlia di Matteo. “Un percorso giudiziario davvero complesso che ha avuto origine sostanzialmente dal venir meno di impegni morali e giuridici presi direttamente da Matteo Salvini nel 2014. Brigandì ha dovuto affrontare due gradi di giustizia penale per vedersi assolto con formula piena da accuse ignobili per palese inconsistenza sia in fatto che in diritto ma coltivate esclusivamente per ragioni extragiudiziarie. Poi il contenzioso civile conclusosi con la condanna del partito di via Bellerio. Matteo Brigandi ha avuto la tempra di competere non solamente con un avversario giudiziario ma con un intero sistema ed io mi ritengo onorato di averlo potuto affiancare in questo percorso, nel quale ho avuto il bene di conoscere una persona davvero straordinaria.”
Nella foto, da sinistra, Matteo Brigandi e, nel riquadro l’avvocato Luca Paparozzi
