Corte dell’ Aia: le dichiarazioni del ministro Guido Crosetto. Un esercizio di equilibrismo al limite dello scivolone
di Ivan Albano
Ho letto la dichiarazione del nostro ministro della difesa, Guido Crosetto, secondo cui è ingiusta la sentenza della Corte penale internazionale dell’ Aia sul “genocidio” commesso dal premier Netanyahu e dal ministro Gallant, tuttavia, si è detto, comunque, pronto a procedere all’ arresto dei due qualora questi mettessero piede sul suolo nazionale.
Il ragionamento è semplice: se un esponente del governo critica la sentenza di una Corte penale internazionale, proprio perché essa è stata ratificata e riconosciuta dallo stesso Stato italiano di cui egli è ministro, allora delegittima tout court tale Corte stessa e, per coerenza, non dovrebbe dirsi nemmeno pronto a procedere nella esecuzione della sentenza stessa.
Se, invece, si definisce disposto ad applicarne la sentenza, non ne critichi il contenuto.
Tertium non datur: o l’ una o l’ altra via.
