Consigli di lettura
La società signorile di massa
di Luca Ricolfi. Un modello interpretativo inedito della società italiana
di Ivan Albano
“Come può̀ una società̀ signorile essere anche di massa?”
È questa la domanda, che parrebbe essere un paradosso, con la quale Luca Ricolfi, docente universitario all’ Ateneo di Torino, propone, in ambito socioeconomico, una nuova, rivoluzionaria categoria interpretativa che decostruisce tutte le variegate correnti di pensiero che intendono comprendere la società contemporanea.
Secondo il modello proposto da Ricolfi, esiste un fatto inedito nella storia italiana, ovvero coesistono tre situazioni: il numero di cittadini che non lavorano è notevolmente maggiore del numero di coloro che lavorano; l’accesso ai consumi cosiddetti “opulenti” ha ormai abbracciato un’ ampia parte della popolazione. Infine, l’economia è entrata in una fase di stagnazione e la produttività̀ ha subito un arresto da ormai circa vent’anni. Questi tre elementi, tutti verificabili tramite precise analisi dei dati ( settore di competenza dell’autore), consentono l’ instaurarsi di un nuovo modello di organizzazione sociale, il quale poggia su tre architravi: la ricchezza accumulata dai genitori, essendo molti i giovani, i cosiddetti NEET ( not in Education, Employment or Training), che né studiano né lavorano e vivono mantenuti dalla famiglia), la sistematica demolizione della scuola e dell’ università che, pur mantenendo programmi di elevato livello, hanno abbassato di molto, e anche troppo, l’asticella, non fornendo più quel capitale sociale necessario alla crescita. I pochi che studiano con profitto sono attratti dai lavori offerti loro oltre confine.
L’ ultimo elemento è un’infrastruttura di stampo paraschiavistico, con lavori assimilabili allo sfruttamento vero e proprio.
Leggendo il saggio, ne esce un ritratto di una società frutto di un acume non comune, per altro scevro di ogni impianto ideologico e molto lucido.
Se la teoria interpretativa è del tutto innovativa, alcuni punti interrogativi divengono inevitabili.
L’ Italia è, al momento, un caso isolato oppure è un caso che si riprodurrà anche in molti altri Paesi del mondo Occidentale ?
Ma la domanda più pressante è la seguente: potrà reggersi a lungo una società ove i più consumano e i meno producono?
