G 20 di Rio de Janeiro. Oxfam: tassare di più i paperoni Decisione non più rinviabile per salvare il pianeta dalla povertà, ma anche dal cambiamento climatico
di Ivan Albano
Nel corso del G 20 di Rio de Janeiro la confederazione internazionale di organizzazioni non profit “Oxfam”, che ha sede a Nairobi ed è stata fondata nel 1942 con l’ obiettivo di diminuire la povertà globale, ha lanciato un appello imperativo ai vari leader, sulla sorta di quelli dell’ WMO (Organizzazione Meteorologica Mondiale) in merito al cambiamento climatico.
Certe decisioni non possono più essere posticipate: occorre agire hic et nunc, poiché dopo sarà troppo tardi.
La tassazione dei paperoni va attuata, e subito.
Questi sono alcuni dei dati emersi.
L’1% più ricco nei Paesi del G 20 possiede circa il 31% della ricchezza globale, mentre la metà più povera della popolazione ha a disposizione solamente il 5%.
Nel corso degli ultimi due decenni le fortune di quell’ 1% si sono accresciuta del 150%, raggiungendo la cifra stratosferica di 68.700 miliardi di dollari, cifra che vale da sola quasi due terzi del PIL dell’ intiero pianeta
Occorre, quindi, una strategia coordinata,, da parte di tutti i leader, per arrivare a questo traguardo di maggiore redistribuzione delle ricchezze, tramite una cooperazione internazionale in materia fiscale, tale da garantire migliore equità e conseguente progressività dei sistemi di prelievo fiscale.
La nazione con maggiore disuguaglianza, fra quelle presenti al G20, è il Brasile, ove l’1% della popolazione detiene il 48% della ricchezza nazionale, segue il Sudafrica con il 42% e l’Argentina con il 40%.
Nel nostro Paese la quota più facoltosa della popolazione possedeva, alla fine del 2022, il 23% della ricchezza nazionale.
Quanto allarma è anche il fatto che non sono soltanto la concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze economiche a essere in crescita, ma in molti Paesi, compresa l’Italia, i più ricchi versano, ad oggi, in rapporto al proprio reddito e/o patrimonio meno imposte dirette, indirette e contributi di colore che hanno patrimoni e/o redditi inferiori.
È una decisione non più derogabile quella di arginare questa ingiustizia, attraverso l’aumento del prelievo a carico dei più ricchi.
Tale redistribuzione meno iniqua consentirà non soltanto di ridurre la povertà nel mondo, ma anche di affrontare, con strumenti piu adeguati, la inevitabile transizione ecologica.
