Cultura

Consigli di lettura. Codice rosso: come la sanità pubblica è diventato un affare privato di Milena Gabanelli e Simona Ravizza

Consigli di lettura
Codice rosso: come la sanità pubblica è diventato un affare privato
di Milena Gabanelli e Simona Ravizza

di Ivan Albano
Scritto con la professionalità e capacità investigativa di due giornaliste, Milena Gabanelli, volto notissimo e assai apprezzato dal grande pubblico per avere condotto per anni la trasmissione Report su Raitre, e Simona Ravizza, giornalista del Corriere della Sera depositaria di un’ enorme esperienza acquisita nello studio delle dinamiche della sanità, grazie alla raccolta di testimonianze, rapporti sia editi sia inediti, dati e storie reali, questo libro – indagine propone un’analisi lucida e non partigiana dello stato di salute del nostro Ssn, ovvero uno stato da Codice rosso.
La nostra sanità pubblica era un fiore all’ occhiello che il mondo intiero ci invidiava: adesso non è più così.


Da un po’ di tempo il sistema si è sgretolato, eppure le origini di questo triste epilogo sorgono da molto lontano.
Lo scenario che ne viene delineato non è per nulla tranquillizzante e lo scopo delle autrici è ben preciso: dare ai cittadini alcuni strumenti per comprendere quando i politici mentono loro.
Si analizza con puntuale precisione e serietà di argomentazioni il lungo percorso che ha portato al totale declino la sanità italiana.
Ormai si è entrati in un contesto in cui coloro che non possiedono adeguate disponibilità economiche affrontano sempre maggiori problemi per accedere alle cure.
Le liste d’attesa prevedono tempi ormai biblici, a eccezione di alcune isole felici, i pronto soccorso sono sempre più oberati di richieste, spesso non pertinenti per lo scarso filtro della medicina di prossimità dovuto ai pochi medici di base ridotti dispensari di ricette, a volte anche frettolosi nelle visite ambulatoriali. Gli ammalati sono non raramente sballottati da una struttura pubblica ad una convenzionata.
Milena Gabanelli e Simona Ravizza cercano di giungere alla fonte del problema, identificando colpevoli, conniventi e correi.
Del resto, quanto sta avvenendo rappresenta un alto tradimento di quanto espresso nell’articolo 32 della nostra Costituzione, che recita testualmente : “ La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti».
Si sottolinea che per avere le cure adeguate di uno specialista spesso trascorrano mesi, se non anni, e si mette in luce come la malattia di un individuo dia la stura ad un effetto a catena che coinvolge strutture e famiglie, cosi come si pone l’ accento sul fatto che la cura degli indigenti non sia assicurata da sufficienti investimenti volti a tutelare la dignità di quegli individui già provati da ambasce socio- economiche.
Per le autrici il pessimo funzionamento della nostra sanità è lo specchio di una società che funziona altrettanto male.
“Per colmare il buco di medici e infermieri che mancano– scrivono Gabanelli e Ravizza – occorre stabilire di quali figure ci sarà bisogno nel prossimo futuro, e in che numero. Poi vanno incentivati a lavorare nei luoghi e nei reparti dove servono alzando i loro stipendi. A tal fine, è indispensabile reclutare teste pensanti, cioè professionisti della programmazione, non gli improvvisati fedeli al partito o governo di turno».
È pressoché impossibile riuscire in un epitome esaustivo di questo libro, visti i molteplici contenuti di una iperapprofondita inchiesta, non tacciabile – a mio avviso – di parlare alla pancia del lettore e a cui va attribuito il merito di essere la più articolata indagine sulla sanità prodotta sin ad ora per i non addetti ai lavori.
Un ampio spazio è dedicato anche ai medici cosiddetti gettonisti, retribuiti molto più dei colleghi e prestati da cooperative, alla stessa stregua degli infermieri formatisi in Romania, che rimpiazzano i nostri, che usciti dai nostri percorsi didattici, sempre più decidono di andare a lavorare oltre confine.
Un j’accuse è puntato anche contro il privato. Ed è inevitabile.
È fisiologico che il privato investa denaro nella sanità sostenuto da ambizioni di guadagno e non per francescana missione.
Eccovi un esempio: ci si deve operare alla tiroide o ad un’ernia alla colonna vertebrale in una clinica convenzionata?
Si asporta l’intiera ghiandola, si dà una aggiustatina anche alle vertebre sane che non ne avrebbero necessità ed ecco che Il rimborso richiesto dalla struttura sarà più gratificante.
Trattasi di un classico esempio di mala gestione.
Molti nosocomi sono dotati di macchinari obsoleti e non più efficienti (nel libro è presente anche una lista).
Si indaga, inoltre, sullo svilimento in cui sono cadute la medicina di base e le professioni mediche e si tratteggiano a tutto tondo gli interessi che allignano nel sistema, garantiti dalle varie strategie messe in opera dalle lobby dei sindacati di categoria (medici di famiglia, farmacisti, etc.), per difendere antichi privilegi, senza tralasciare un altro rilevante problema: quello della vile speculazione che con frequenza aleggia sulle residenze per gli anziani.
Il libro spiega come tutto questo sistema sia un humus fertile per il prosperare sempre più famelico della sanità a pagamento in ogni ambito.
Anche il mondo delle assicurazioni sanitarie viene messo nel mirino: per fare un esempio, in pochi sanno che, in caso di patologie oncologiche, sono coperte totalmente solamente le spese necessarie per giungere alla diagnosi, ma non quelle per la cura ( chemioterapia o radioterapia) della patologia in sé, che precedono un rimborso di appena il 10%.
Si legge, con sbigottimento, che in ambito privato si elaborano addirittura strategie confezionate ad hoc sugli ipocondriaci, in modo tale da sfruttare a proprio vantaggio questa loro peculiarità temperamentale.
In un mondo in cui tutto è mercificato ha ancora senso stupirsi se la salute sia considerata anch’ essa una merce alla guida delle altre, assimilabile a un televisore o ad un IPhone?
Forse no, non è ragionevole stupirsi.

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