Stasera le presidenziali americane.
Una spaccatura civile ancora più profonda è l’ elemento più pericoloso
di Ivan Albano
Questa notte sarà il momento dell’ Election Day: in U.S.A. si voterà per l’ elezione del nuovo presidente, il cinquantasettesimo nella storia.
Due considerazioni e, ovviamente, nessuna previsione.
La prima: non rimembro un dibattito / scontro di così infima lega, con comizi e confronti che sono parsi, più da parte di Trump a essere onesti, appartenere, per contenuti verbali, postura e mimica, più pertinenti alle macchiette impersonate da Stanlio e Olio dei tempi che furono che non ai due candidati alla guida la nazione tutt’ora (ma per quanto ancora?) più potente del pianeta.

E dietro il teatrino patetico è scesa una valanga di dollari come mai si era vista in precedenza, con Elon Musk a sostenere ( 45 milioni di dollari il mese) il repubblicano Donald Trump e Bill Gates, con una cifra molto elevata, ma assai più contenuta, a supportare la democratica Kamala Harris.
Si è assistito a uno show biz non degno di un paese che si propone come vessillifero della democrazia.
La seconda considerazione riguarda il post scrutinio: che vinca l’ uno o l’altro candidato, esistono i presupposti oggettivi per una ulteriore e ancora più profonda spaccatura civile all’ interno del paese.
In un contesto globale di grandi turbolenze, con conflitti militari ed un enorme caos geopolitico una situazione va assolutamente scongiurata: che gli Stati Uniti si disuniscano in lotte interne.
