Padoa Schioppa, già ministro dell’economia diceva che pagare le tasse era bellissimo. Forse non è proprio bellissimo, ma è indispensabile.
Vale la pena di ricordare che le tasse sono lo strumento più potente di democrazia. Le tasse servono a finanziare la sanità, l’istruzione, il welfare in genere ecc. ecc.
È anche uno strumento di redistribuzione del reddito fra i cittadini. Le tasse però sono anche un potente veicolo di consenso elettorale; motivo per il quale tutte le forze politiche faticano a metterci mano. Come ogni anno è tempo di finanziaria e il leitmotiv è sempre il medesimo, non ci sono i soldi e allora si distribuiscono le solite mancette elettorali e si tartassano sempre gli stessi. Non si affrontano i nodi strutturali che tengono imbrigliato il paese, e così a farne le spese come sempre sono la sanità, l’istruzione in modo particolare, e tutti i servizi che le tasse finanziano. Non si fa una politica industriale che guardi ad una proiezione decennale; non si affronta, se non in modo corporativo una vera riforma della concorrenza; il tema del lavoro nero, una stabile riforma previdenziale, l’istruzione, la sanità, la burocrazia, la giustizia ecc. L’immigrazione, in particolare l’emigrazione dei giovani laureati, circa 150 mila in un decennio, che abbandonano il paese e sono le nostre migliori eccellenze, in cerca di maggiori opportunità di crescita professionale e economica. Ci sarebbe da chiedersi a che cosa serve mantenere una politica così costosa, se anziché risolvere i problemi, questi si incancreniscono sempre più da decenni. L’ultima grande importante riforma che si ricordi è l’istituzione del S.S.N universale. Da allora il nulla, se non il rincorrere provvedimenti di bottega. Il mantra che non ci sono i soldi serve alla politica per tenere il freno a mano tirato senza risolvere i problemi strutturali. Fonte del MEF, l’evasione e elusione fiscale ci costa all’incirca 100 mld.; gli interessi sul debito monstre (3000 mld) ci costa dagli 80/90 mld. sempre all’anno. La Francia e la Germania assieme, che hanno un debito paragonabile al nostro pagano agli investitori un interesse metà di quello che paga L’Italia. D’altra parte, anche le grandi Agenzie internazionali di rating, valutano il nostro debito pubblico (costantemente in crescita) pressoché a livello di pericolo (BBB con Outlook stabile). Valutazione che rispecchia la credibilità del paese sui mercati finanziari internazionali. Non c’è da stupirsi dunque, se il nostro sistema di welfare subisce continui tagli di risorse e i cittadini sono chiamati a pagare di tasca propria, (naturalmente chi può permetterselo). A tale proposito, è illuminante l’ultimo rapporto annuale di itinerari previdenziali tra entrate e uscite; è normale che il 22% degli italiani si faccia carico di quasi il 75% dell’Irpef e di altre imposte. C’è da sottolineare che oltre l’80% del 22% è gettito che deriva da lavoro dipendente e da pensionati. Pertanto, circa il 40% dei contribuenti, versa al fisco poco più dell’1%., per contro è destinatario anche della maggior parte dei bonus elargiti dallo stato. È assolutamente vero che la pressione fiscale è molto elevata, solo pero’ per chi le tasse le paga, senza peraltro ricevere alcun beneficio. Non c’è dunque da stupirsi della mancanza di risorse da destinare al welfare. Si può continuare a tollerare una evasione ed elusione fiscale così imponente, magari continuando a incrementare il debito pubblico, con un peso degli interessi sempre più insostenibile. Può una minoranza, continuare a farsi carico del peso dei servizi, è difficile pensarlo. Come è difficile pensare che l’evasore aderisca al concordato autodenciandosi al fisco per il futuro. L’evasore ha tutto l’interesse a stare nascosto, continuare a evadere, considerato che la probabilità di farsi beccare da un controllo è nell’ordine di appena il 4%. Lo stesso rapporto, suggerisce per contrastare il fenomeno, di introdurre il contrasto di interesse. Altroché superbonus, di superbonus in Italia ne abbiamo uno tutti gli anni. Avrà mai la politica, la forza di contrastare seriamente questa scandalosa piaga. Mah…c’è da dubitarne, visti gli interessi in gioco.
Il punto

