Cultura

4 novembre: una data che andrebbe ricondotta tra le festività nazionali

4 novembre: una data che andrebbe ricondotta tra le festività nazionali

di Ivan Albano

II 4 novembre rappresenta per l’Italia una data fondamentale: ricorda l’Armistizio di Villa Giusti, grazie al quale si sancì l’annessione di Trento e di Trieste, e celebra la fine della Grande Guerra, che moltissimi storici oggi ritengono abbia coinciso con il suicidio politico dell’Europa.

Proprio il 4 novembre del 1921 avvenne la tumulazione del Milite Ignoto, ovvero delle spoglie di un soldato caduto in battaglia e irriconoscibile per le ferite, nel Sacello dell’Altare della Patria ubicato a Roma, mentre un Regio decreto del 23 ottobre 1922 dichiarò il 4 novembre festività nazionale.

Oggi rappresenta la “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”.

Per l’Italia, entrata nel conflitto mondiale un anno dopo l’inizio, precisamente il 24 maggio 1915, combatterono, per lo più, giovanissimi ragazzi, molti dei quali erano contadini strappati alle loro terre e al loro lavoro per essere inviati a combattere un’atroce guerra di trincea, ove le probabilità di morire o restare gravemente invalidi erano elevatissime.

Perirono circa seicentomila soldati italiani, sebbene si tratti di una cifra approssimativa sulla quale non tutti gli storici concordano: secondo taluni sarebbe una cifra per difetto.

Per gli alti vertici militari dell’epoca le vite di questi soldati godevano di pochissimo valore: è sufficiente leggere alcune delle numerose relazioni di guerra per evincere come la perdita di migliaia di vite umane venisse accettata con cinica indifferenza a fronte di qualche centinaio di metri di terreno conquistato sulla linea del fronte nemico.

Dal 1977 il 4 novembre non è più una festività nazionale: si decise di trasferirla alla prima domenica di novembre.

A mio avviso fu una decisione improvvida, che ha implicato per questa commemorazione una minore visibilità e risonanza rispetto a quanto avesse in precedenza, nonostante le molte celebrazioni istituzionali tutt’ ora presenti.

Al di là di ogni retorica sull’ amor di Patria e sul sacrificio eroico che da sempre accompagna simili ricorrenze, il 4 novembre tributa un commosso ricordo a tutti quei militari che persero la vita durante questa immane carneficina.

Il primo agosto 1917, in una celebre nota contro questa guerra, papa Benedetto XV la definì “un’inutile strage”.

Per tale ragione ritengo sia doveroso ricondurla tra le festività nazionali.

 

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