La saga infinita del libero mercato di gas e luce.
È ora di cambiare
di Ivan Albano
Ormai, lo ho già scritto tempo fa, il libero ( eufemismo) mercato del gas e della luce sta assumendo sempre più i connotati di una selva oscura.

A quanto pare non è infrequente che taluni operatori telefonino all’ ignaro cittadino fingendosi addetti del gestore con cui il cittadino stesso ha in essere un contratto di fornitura e gli comunichino che le condizioni del contratto in vigore non possono più essere garantite per una serie di circostanze contingenti.
A questo punto subentra, lupus in fabula, con una tempistica perfetta, la telefonata di un successivo gestore, naturalmente complice di colui che surrettiziamente ha effettuato il primo approccio con il malcapitato di turno, il quale, guarda caso, propone un gestore capace dì offrire condizioni più vantaggiose. E, spesso, il povero cittadino cade in quella che è una vera e propria imboscata, cambiando gestore e accollandosi il rischio di tutte le conseguenze che tale variazione comporta: quasi mai il cambio risulta essere migliorativo rispetto alle condizione pregresse
Molti gestori, per altro, acquistano luce e gas da altri e lo rivendono a prezzo, ovviamente, maggiorato, altrimenti svanirebbe per loro ogni forma di utile.
Ribadire che siamo in un caos totale, con seicento gestori, alcuni seri e altri no, farebbe rivoltare nella tomba monsieur de la Palisse, ma questo è.
L’ invito, quindi , è sempre quello di non dare aprioristicamente fiducia ad alcuno : spesso chi si presenta si spaccia per colui che non è.
Fare riferimento all’ Agenzia ARERA https://www.arera.it/ per eventuali dubbi o segnalazioni di situazione poco chiare è, al momento, la sola strada percorribile.
Auspico anche che qualche partito politico che realmente abbia quale finalità gli interessi dei cittadini, si ponga come traino per avviare un’ azione di iniziativa legislativa, magari anche popolare, per ridimensionare questo status quo che è diventato uno vero cappio al collo per il consumatore, suo malgrado privo degli strumenti per difendersi da questo “libero” mercato senza regole certe.