Direttore,
in questi giorni, se ne sono dette di ogni colore e lette di peggio. C’era chi forniva versioni diverse a chiunque le andava a chiedere spiegazioni per giustificare il proprio operato. Chi si lanciava a difesa del mondo arrampicandosi sui vetri sciorinando criteri di partecipazioni, i quali non vogliamo commentare, ci teniamo però a sottolineare che questi non sono mai stati comunicati ; chi cercava similitudini per avvalorare la propria tesi, ma affossandola sempre più. Attività chiamate extra curriculare, con prove fatte durante le lezioni, dove chi era stato escluso , veniva gestito da altra insegnante, saltando la lezione stessa.
Poi c’era chi senza sapere né bene, né cosa , decideva di incontrare i propri amici e si arrogava il diritto di parlare di confronto e su tale confronto, faceva circolare una lettera, redatta dagli stessi amici, sulle chat di classe chiedendo di aderire a chi fosse stato d’accordo e così sempre senza sapere né cosa, né chi.
Ma dov’è la democrazia di tutta questa vicenda? Confronto vuol dire: ascoltare anche chi la pensa in maniera diversa, che ne possa nascere un sano contradittorio garantendo la libertà di opinione e di parola. Vuol dire comunicazioni chiare, precise, tra istituzioni e privati cittadini.
Siamo anche noi un gruppo di genitori, ma degli esclusi, chissà perché non ci meravigliamo affatto di questo agire, perché democrazia è una bella parola tanto usata, ma messa in pratica da pochi, anzi ,da pochissimi. Spesso si guarda solo il proprio orticello.
Direttore, io non la chiamerò “gentile” perché è un attributo che si dà alle signore, ma ex gregis , perché lei è molto avanti rispetto a tanti e dà libertà di pensiero e di parola, come lei i suoi collaboratori.
Vede, al centro del nostro interesse ci sono i ragazzi e non ne facciamo nessuna distinzione, possono essere, biondi , bruni, con gli occhi azzurri , neri , marroni; possono essere buoni , vivaci, TUTTI devono avere pari dignità e soprattutto pari opportunità.
Chi non meritevole o incapace di suonare lo strumento poteva fare benissimo altro, come leggere una strofa di poesia, tra un brano e l’altro, raccontare delle curiosità del brano che si andava ad eseguire, suonare uno strumento a percussione o semplicemente invitato con la famiglia per assistere ed applaudire i propri compagni. Direttore pure questo è stato negato a loro. Si scandalizzano tanto del dissenso e di termini che lo correlano, noi invece ci scandalizziamo di tutto questo. Racconteremo ai nostri figli che sono stati ritenuti individui di serie B, che non sono stati tanto “bravi “ ( termine molto generico per cui si può far rientrare qualsiasi sfumatura gli si voglia dare) da meritarsi il concerto di fine anno e chi doveva difendere e tutelare questa loro parità non è stato al loro fianco, ma noi lo saremo SEMPRE dando voce e dignità ad ogni individuo .
Egregio direttore noi crediamo talmente tanto nella parità, nella non discriminazione, nell’inclusività che creda lo avremmo fatto anche solo per uno dei ragazzi se considerato non “meritevole”.
Lettera firmata