L’Arma dei Carabinieri è da sempre impegnata, accanto alle Istituzioni scolastiche, nel percorso di formazione della cultura della legalità in favore degli studenti di ogni ordine e grado.
Quest’anno, in aggiunta agli incontri con gli alunni svolti durante l’anno scolastico nelle scuole del Piemonte e della Valle d’Aosta, presso il Convitto Nazionale Umberto I di Torino, è stato sperimentato il coinvolgimento anche dei genitori con i quali, in orario serale, due Ufficiali dell’Arma, di cui uno psicologo, hanno potuto colloquiare su temi che riguardano, da vicino, il mondo dei giovani alunni, quali il bullismo, il cyber bullismo e l’uso di sostanze stupefacenti. Ne è derivato un confronto costruttivo che ha consentito ai genitori di approfondire quelle problematiche molto sentite dai loro figli, riflettendo non solo sulla fenomenologia delle condotte devianti ma anche, e soprattutto, sulla loro origine.
“Nel percorso di formazione della cultura della legalità, il coinvolgimento dei genitori, attraverso un confronto costruttivo, come quello realizzato con l’Arma dei carabinieri, è di importanza fondamentale in quanto il messaggio educativo della scuola deve trovare continuità all’interno della famiglia, consapevole del proprio ruolo e delle proprie responsabilità nella costruzione dell’adulto di domani” ha precisato la Dr.ssa Tecla RIVERSO, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, Ambito Territoriale di Torino.
“L’educazione alla legalità costituisce oggi una delle sfide educative più importanti e si pone come obiettivo principale quello di formare cittadini consapevoli. È un processo continuo e collaborativo che richiede l’impegno di tutta la comunità educante. Solo attraverso un lavoro congiunto tra scuola e famiglia è possibile instillare nei giovani il rispetto per le leggi e i principi di giustizia, preparando così cittadini responsabili e consapevoli. Gli strumenti che la scuola mette in campo per favorire tale collaborazione sono molteplici e comprendono, da una parte, la comunicazione costante e aperta tra insegnanti e genitori per condividere obiettivi, strategie e progressi, dall’altra, l’organizzazione di eventi e progetti interdisciplinari che richiedono la collaborazione tra studenti, insegnanti e genitori, promuovendo una cultura della legalità condivisa e, al contempo, facendo chiarezza su quali sono i ruoli della scuola e della famiglia alla quale la scuola non può e non deve sostituirsi. Un sentito ringraziamento va all’Arma dei Carabinieri per gli incontri svolti, in quest’anno scolastico, su temi importanti e delicati quali: la prevenzione del bullismo in tutte le sue manifestazioni, le conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze stupefacenti, la culpa in educando, la culpa in vigilando, incontri che sono stati rivolti non solo ai nostri studenti ma anche alle loro famiglie.” ha precisato la Prof.ssa Maria Teresa FURCI, Rettrice del Convitto Nazionale Umberto I.
“L’Arma sostiene fortemente il percorso di formazioni dei cittadini del futuro, conscia del fatto che la prevenzione dei fenomeni di devianza, anche nelle forme di più gravi, parta, in primis, dal contributo educativo delle famiglie e, poi, da quello delle Istituzioni anche scolastiche. Ed è per questo che vogliamo essere sempre al fianco sia delle une che delle altre, consapevoli dell’importanza di questi peculiari processi formativi. La mafia – come scriveva un intellettuale siciliano del Novecento – sarà vinta da un esercito di insegnanti” ha dichiarato il Generale di Brigata Antonio DI STASIO,
Comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, evidenziando
“l’importanza di alimentare, ai fini della costruzione di una società più matura e coesa, la formazione di una vera cittadinanza attiva. Bisogna parlare con i giovani dei diritti da difendere e dei valori per cui vale la pena impegnarsi ed ascoltare i loro sogni e i loro freschi pensieri carichi di idealità che noi adulti non possiamo tradire.”